Il museo dell’Emigrazione di Cansano

Non ci si aspetterebbe di trovare questo piccolo gioiello in un piccolo e romantico borgo di montagna, nel cuore della Maiella.

Eppure è da lì, come da tanti altri piccoli borghi di cui l’Abruzzo è disseminato, che sono partiti molti di migliaia e migliaia di abruzzesi che, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900,  hanno lasciato quella terra così amata ma, nello stesso tempo ostile, perché non offriva lavoro e sostentamento alle loro famiglie.

A Cansano, quasi inaspettatamente per il livello di documentazione conservata, si trova il Museo dell’Emigrazione, gestito dal Comune di Cansano ma fondato e allestito da un privato. Il mecenate è Nino Di Paolo, generale della Guardia di Finanza, nato a Cansano, e testimone del fenomeno delle migrazioni del suo paese.

Di Paolo, trovandosi anni addietro a New York, visitò – come tanti turisti italiani -  Ellis Island, l’ ”isola delle lacrime” che conserva le testimonianze e la memoria delle grandi migrazioni di fine ‘800 e metà  ‘900.

La più grande trasmigrazione occidentale coinvolse, solo tra il 1880 e il 1918, circa 14.000 di persone, che nel corso del 900 diventarono 26 milioni. Uno dei contributi maggiori a quell’esodo fu dato dagli italiani e, tra loro, dagli abruzzesi, che fuggirono dalla miseria e dai luoghi   In quella lista della memoria, con 600.000 nomi di emigrati, Di Paolo trovò i nomi dei suoi avi: bisnonni, parenti lontani, di cui immaginò la storia personale, che li portò ad abbandonare una terra aspra e difficile, che percorsero quel viaggio con la morte dell’anima e con un dolore che non si può descrivere con i libri, ma con le immagini e le parole.

Per visitare il museo, è necessario chiamare anticipatamente il Comune di Cansano, che è in grado di mettere a disposizione una guida, peraltro preparatissima!

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