Sulmona, il resoconto di una giornata storica: l’accoglienza della reliquia di San José Gregorio Hernández
Il 22 febbraio 2026 la città di Sulmona ha vissuto un momento di intensa partecipazione spirituale e comunitaria con l’accoglienza della reliquia di San José Gregorio Hernández, il primo Santo del Venezuela, noto come il 'Medico dei Poveri'. L’evento, ospitato nella Cattedrale di San Panfilo, ha rappresentato non solo una celebrazione religiosa, ma anche un’importante occasione di incontro tra culture e comunità legate da una lunga storia migratoria.
L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione Latinoamericana in Italia – ALI ETS-ODV (presieduta dal Dott. Edoardo Leombruni, anche membro dell’Osservatorio per l’Emigrazione del CRAM), con il patrocinio della Diocesi di Sulmona-Valva, del CRAM – Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo, del Comune di Sulmona e del CSV, testimoniando una collaborazione istituzionale e associativa orientata alla valorizzazione delle relazioni tra l’Abruzzo e le comunità di origine abruzzese presenti in America Latina.
Un simbolo di carità e servizio
La figura di San José Gregorio Hernández rappresenta un punto di riferimento spirituale e umano per il popolo venezuelano e per le comunità della diaspora. Medico di grande preparazione scientifica, dedicò la propria vita alla cura gratuita degli indigenti, trasformando la professione medica in una missione di servizio verso i più fragili.
La sua canonizzazione, avvenuta il 19 ottobre 2025, ha riconosciuto ufficialmente una devozione diffusa da oltre un secolo. Per molti abruzzesi emigrati in Venezuela nel corso del Novecento e per i loro discendenti, la figura del santo continua a rappresentare un simbolo di solidarietà, speranza e vicinanza verso chi vive situazioni di difficoltà.
Una celebrazione tra fede, musica e comunità
Il programma della giornata si è aperto nel pomeriggio con un incontro comunitario nella Cattedrale di San Panfilo, accompagnato da momenti di testimonianza e dall’esibizione del coro “Venezuela Habla Cantando”, diretto dal maestro Mehir Herrera. Le melodie, alternate tra italiano e spagnolo, hanno evocato le radici culturali condivise e il legame profondo tra le due comunità.
A seguire si è svolta la recita del Santo Rosario, che ha introdotto il momento centrale dell’iniziativa: la Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Michele Fusco, Vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva.
Alla celebrazione hanno partecipato diversi presbiteri della diocesi, insieme ai sacerdoti di origine venezuelana don Julio Rosignoli, che ha accompagnato la reliquia, e don Jean Carlos Gonzalez, arrivato da Assisi, rendendo visibile una dimensione ecclesiale che supera i confini nazionali e valorizza l’incontro tra comunità diverse. Nel corso della liturgia è stato ricordato anche il significativo ruolo spirituale di María del Monte Carmelo Rendiles, altra figura di riferimento per la fede venezuelana.
La presenza delle istituzioni
All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, sottolineando il valore civile e sociale dell’evento. In rappresentanza del CRAM – Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo era presente la Consigliera regionale Antonietta La Porta, da tempo impegnata nella promozione delle relazioni con le comunità abruzzesi all’estero e nel sostegno alle iniziative dedicate alla memoria dell’emigrazione.
La sua partecipazione ha evidenziato l’importanza di mantenere vivo il legame tra il territorio abruzzese e le comunità della diaspora, valorizzando la memoria storica come elemento di coesione e come strumento per rafforzare il senso di appartenenza tra le diverse generazioni.
Presenti anche il Sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, e il Sindaco di Pacentro, Giuseppe Silvestri, che hanno richiamato nei loro interventi la storia dell’emigrazione locale verso il Venezuela e il contributo dato da molte famiglie abruzzesi allo sviluppo di quel Paese. Il ricordo di queste vicende familiari e collettive ha contribuito a rafforzare il sentimento di vicinanza verso la comunità venezuelana e verso i tanti discendenti di emigrati che ancora oggi mantengono un legame forte con la terra d’origine.
Un legame che continua nel tempo
L’accoglienza della reliquia di San José Gregorio Hernández ha rappresentato un momento significativo per la comunità italo-venezuelana presente nel territorio e per tutti coloro che condividono una storia di migrazione tra Abruzzo e America Latina.
L’evento ha ricordato come le radici comuni e la memoria dell’emigrazione continuino a costituire un patrimonio culturale e umano di grande valore, capace di rafforzare i rapporti tra comunità lontane geograficamente ma unite da esperienze e identità condivise.
Nel segno del 'Medico dei Poveri', la giornata del 22 febbraio ha così rinnovato un messaggio di solidarietà e responsabilità collettiva, confermando il ruolo dell’Abruzzo come terra attenta alle proprie comunità nel mondo e alle relazioni costruite nel corso della sua storia migratoria.
Per chi desidera rivivere alcuni momenti della giornata, sono disponibili anche alcuni resoconti video con interviste ai protagonisti dell’iniziativa, consultabili nella pagina Facebook ufficiale dell'Associazione Latinoamericana in Italia – ALI ETS-ODV al seguente link: https://www.facebook.com/ALIETSODV
[Fotografie di Associazione Latinoamericana in Italia - ALI ETS-ODV e Cons. reg. Antonietta La Porta]
10 Marzo 2026
